venerdì, dicembre 08, 2006

C'era una Volta in America




Sono moltissimi anni che mi sento legato a questo film e chi conosce le vicende del mio noto antiquario sa perchè.

Impreziosito dalle musiche del maestro Ennio Morricone, è forse il film più bello di Sergio Leone; un flop in America perchè tagliato di 90 minuti e rimontato in sequenza cronologica dal produttore, l'autista che accompagna Noodles e Deborah a casa, meritevole di un azione nobile nel film ma imperdonabile nella realtà.
C'era una volta in america è un film completo dove nulla è lasciato al caso: comico, tragico e romantico allo stesso tempo, realizzato dopo 15 anni di attesa e scritto in 5 di lavoro; ricco di simboli, come le due figure del bene e del male che lottano nel teatrino delle ombre cinesi; di enigmi, come il sorriso di De Niro nel finale o il frisbee sotto le soprelevate di Brooklyn; ma soprattutto è il film che rappresenta di più il lavoro Sergio Leone(secondo numerose sue dichiarazioni).
Il protagonista è Noodles (Robert De Niro) l'unico capace di viaggiare nel tempo a suo piacimento (senza effetti speciali, ma solo attraverso un buco sopra il gabinetto), l'unico nel film a possedere una specie di saggezza che lo porterà a sopravvivere fino alla fine ma ad essere anche un "perdente", un "perdente" per il "Sistema" in cui vive, per la società da cui è scappato credendo di aver tradito i suoi amici, un "perdente" come il "romantico" Fat Moe.

Noodles: "i vincenti si riconoscono in partenza, riconosci i vincenti e i brocchi, chi avrebbe puntato su te?"
Fat Moe: "io avrei puntato tutto su te"
Noodles: "ed avresti perso"

Dopo essere giunto ai vertici della malavita negli anni 30, fa quasi compassione, negli anni 60, vedere questo anziano signore avere paura di portare la valigetta con i soldi sotto le soprelevate di Brooklyn(scena seguita poi dall'ispiegabile fotogramma del frisbee che vola).
Sotto quell'aspetto di perdente, anziano, stanco e indifeso però c'è un uomo che custodisce la memoria del passato e ce la riporta proprio con quella simbolica chiave dell'orologio a pendolo del locale di Fat Moe, da dove l'aveva presa trent'anni prima dato che vicino c'era la chiave della cassetta della stazione (la "banca della banda"); con la chiave della pendola ci riporta il "tempo perduto"...volendola dire in termini proustiani.

Ha custodito il tempo che per lui si è fermato, mentre per gli altri del mondo andava avanti, frenetico e determinato.

Fat moe: "cosa hai fatto in tutti questi anni Noodles"
Noodles: "sono andato a letto presto"

Per questo mondo e per le sue regole l'unico vincente è l'amico morboso Max (James Wood): lui riesce ad avere le donne che Noodles è riuscito ad avere solo con la forza (Carol e Deborah), riesce ad evolvere nell'ambiente grazie alle sue idee geniali (sottraendo fin dall'inizio il racket a Bugsy), lui manovra le trame fino all'ultima scena prevedendo anche il rifiuto di Noodles e preparando il suo ultimo atto (nel tritarifiuti) e riesce, in un certo senso, perfino a vincere il tempo, facendo un figlio...suo continuum spaziotemporale.

Ma noi parteggiamo incosciamente sempre per Noodles, l'unico eroe, forse più un antieroe: che sceglie di essere un "perdente" del sistema fin dall'inizio, e gli andiamo dietro anche quando fa le cose più deprecabili dalle violenze, agli omicidi, fino alle fumate d'oppio nel teatro cinese, perchè in fondo è leale con gli amici e soprattutto coerente fino all'ultimo.

Max: "Tu te la porterai dietro per tutta la vita la puzza della strada."
Noodles: "A me piace da matti la puzza della strada, mi si aprono i polmoni quando la sento. E mi tira anche di più."

Noodles continua a custodire la memoria fino alla fine e noi con lui, e finalmente fa la sua impresa eroica nel duello finale con Max-senatore Bailey (senza pistole e senza cavalli).
Nella richiesta di ucciderlo per avergli rubato la donna, la vita e averlo fatto vivere per 30 anni con il rimorso(ma in fondo solo per sfruttarlo per l'ennesima volta), Noodles non lo riconosce e continua a chiamarlo senatore Bailey, e resiste anche quando Max caccia l'orologio da cui nacque la loro grande amicizia... Noddles è determinato e vince la sfida rifiutando di compiere quell'omicidio e salutando il senatore con riverenza.

Max: " è il tuo modo di vendicarti?"
Noodles: "No, è solo il mio modo di vedere le cose."

Perchè in fondo il tempo è relativo e in questo modo vincono i ricordi di Noodles sulla "realtà" (non più oggettiva) di Max, Deborah e del sistema in cui hanno voluto vivere, credendo forse un pò troppo alla favola del "sogno americano".

Anche noi vinciamo con Noodles anche se, tuttosommato, è un amara vittoria perchè in fondo il vero protagonista, e il vero vincente della storia, è il tempo.

3 commenti:

nomad ha detto...

Cazzo che recensione. Ho amato molto molto questo film e mi ritrovo moltissimo nelle tue parole. Complimenti.

Anonimo ha detto...

mi piace molto questa tua analisi. la condivido moltissimo.

Paco Desiato ha detto...

Grazie!:)